Cosa significa davvero?

Ci viene spesso chiesto il motivo dei nostri prezzi o maggiori dettagli circa la reale sostenibilità dei nostri materiali, rispetto alla pelle animale. Chi ci conosce sa che Miomojo è stata fondata proprio con l’intento di offrire un’alternativa che fosse gentile con gli animali ed il pianeta, senza sacrificare il gusto estetico ed il design. Nella moda, etica ed estetica devono andare di pari passo e valorizzarsi a vicenda.

esempi di nomi fallimentari di brand o prodotti

La sostenibilità è un percorso. Quando abbiamo iniziato la nostra attività nel 2012 le possibilità erano decisamente minori rispetto ad oggi. Nonostante questo, sono sempre state fatte delle scelte che fossero il meno inquinanti possibili, fino ad arrivare ad oggi, in cui usiamo materiali riciclati ed innovativi. Dal prossimo anno, poi, tutti i nostri articoli saranno realizzati in materiali riciclati. Diventando anche una B Corporation a breve, saremo ufficialmente riconosciuti come un’azienda che va oltre l’obiettivo di profitto, bilanciando benefici economici ed etici. Calzante.

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Ma perché si parla tanto di sostenibilità? Da dove nasce il problema? Cosa significa, in fin dei conti, questa parola?

Stiamo esaurendo le risorse del pianeta, mentre i rifiuti che produciamo aumentano. Per questo è inevitabile per qualsiasi azienda, ma anche per qualsiasi individuo, trovare delle soluzioni per ridurre il proprio impatto ambientale. Questo è il pilastro per un futuro solido. O anche solo per un futuro.

Essere sostenibili significa, quindi, avere il più basso impatto ambientale possibile, scegliere materie prime rinnovabili o riciclate (con conseguenti effetti positivi sulla natura e sull’uomo), impiegare sistemi di produzione a basso consumo energetico, ottimizzare la produzione e ridurre gli sprechi.

Essere sostenibile per un’azienda significa anche andare incontro a costi più elevati. In particolare, infatti, la nostra collezione premium, ha dei costi più alti perché più alti sono i costi che noi sosteniamo per produrla. A partire dalla scelta dei materiali più innovativi sul mercato, la produzione made in Italy, il packaging sostenibile, la spedizione meno inquinante, gli stretti controlli che effettuiamo lungo tutta la filiera produttiva, il 10% che doniamo agli animali, ed infine i costi di gestione e gli stipendi del team.  Per realizzare un prodotto veramente sostenibile ognuno di questi step ha un costo più alto rispetto a quello cui siamo stati abituati, ed essendo noi un brand ancora piccolo non possiamo nemmeno beneficiare di economie di scala. La fast fashion ci ha abituati a dei costi che vanno a scapito del pianeta ed anche dei lavoratori; seguiamo il detto “buy less, buy better” e siamo convinti che più persone comprino prodotti di moda sostenibile e più i prezzi potranno scendere.

Ad oggi, quando i costi sono bassi, significa che qualcun altro sta pagando il prezzo mancante, o le persone con condizioni di lavoro non sostenibili o l’ambiente, inquinando e utilizzando materiali di scarsa qualità prodotti con grandi consumi.

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Fortunatamente, la società moderna è sempre più consapevole della propria responsabilità verso l’ambiente ed il movimento eco-friendly si sta facendo strada in tutti gli aspetti della vita moderna, comprese il settore moda. In definitiva, lo scopo della moda eco-friendly non è quello di eliminare il proprio impatto sull’ambiente, ma di minimizzarlo in modo significativo e realistico. Quando si acquista da aziende green, si stanno di fatto sostenendo i loro sforzi per realizzare un cambiamento positivo e duraturo sulla Terra.

Usiamo la moda per esprimerci, eppure questa ha effetti dannosi e contribuisce a rendere il nostro pianeta inabitabile. Sta a noi invertire questa tendenza.

Compriamo meno, compriamo meglio. Ogni nostra scelta può avere un grande impatto.  

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